XIV EDIZIONE DE LA NOTTE ROSSA

Torna La Notte Rossa a Bologna!

La quattordicesima edizione si terrà dal 23 al 25 ottobre 2026 e come sempre aprirà le porte di Case del Popolo e circoli di tutta la provincia.

Quest'anno l’immagine scelta per il manifesto La Notte Rossa è Horror Mirror di Giordano Montorsi.

Il titolo dell’opera introduce immediatamente il tema dello specchio e, insieme, quello dell’orrore. Nella ricerca di Montorsi lo specchio non è soltanto uno strumento per osservare la propria immagine: diventa una possibilità di confronto con ciò che accade fuori e dentro di noi. La ricerca dell’artista affronta da tempo temi legati alla società contemporanea e alle sue contraddizioni. In particolare, la guerra costituisce un tema esplicito di alcune sue opere. Nel 2022, il Museo Il Correggio ha presentato il lavoro di Montorsi nella mostra Rerum perturbator. Distruptor of things, nata da «urgenze sociali molto attuali» e dedicata, tra gli altri temi, alla guerra. In quella mostra era presente anche Horror Mirror.

Negli anni successivi il tema è tornato nella serie Horror Mirror: No alla guerra. Presentando queste opere, Montorsi ha parlato dell’uomo che «si rispecchia in immagini di orrore» e ha posto una domanda essenziale: se questo terribile rispecchiamento possa diventare occasione di riscatto e di risveglio dei principi umanitari.

È proprio questa dimensione del rispecchiamento a rendere l’opera particolarmente significativa per La Notte Rossa 2026. Il manifesto invita infatti a guardare alla realtà e alle responsabilità collettive, nel segno di un passaggio «oltre l’individualismo, verso la Comunità».

Horror Mirror non offre necessariamente una risposta, ma ci mette davanti a una domanda: che cosa vediamo quando siamo costretti a riconoscerci nell’orrore del nostro tempo?

È una domanda che riguarda la guerra, la pace, i diritti e la responsabilità verso gli altri. E che trova nella manifestazione il proprio spazio naturale: tre giorni dedicati alla memoria e al futuro, alle arti e alla cultura, alla partecipazione e alla costruzione di una comunità.

Un’immagine inquieta, dunque, ma non priva di possibilità. Perché guardare ciò che non vorremmo vedere può essere il primo passo per non accettarlo come inevitabile.